In questi giorni si è sentito molto discutere della regola dei due mandati in riferimento alle vicissitudini del M5S. Si è discusso a lungo, per la verità soprattutto sui giornali di sistema, della possibilità che il movimento rinunciasse a questa regola fondante per diventare un partito sottomesso alla logica del "politico di professione", che ad un certo punto perde il contatto con la realtà e la società per giocare una partita fatta di strategie, alleanze e parole gettate al vento. Una partita di Risiko, insomma, sulle nostre spalle.
Intendo spiegare qui, perchè sono d'accordo con questa regola che però andrebbe rivista, organizzata ed articolata per essere sottratta ad una pericolosa casualità che ha determinato poi all'avvicinarsi della scadenza del secondo mandato, l'esodo di numerosi Parlamentari del M5S (molti ora ex, molti invece non ex perchè ancora con un ulteriore jolly da giocarsi...) verso lidi più felici, capaci di garantire a costoro una ulteriore candidatura in sprezzo alla fiducia conferitagli proprio da quell'elettorale che li aveva scelti proprio in quanto "non professionisti".

Da qui nasce la triste convinzione che prende sempre più forza, sentendo le dichiarazioni di numerosi personaggi politici, che anche il m5s stia navigando nelle acque stagnanti ma maliarde della politica „professionista“. Io, invece, sono ancora convinta che nella società civile siano moltissime le persone che con il proprio peculiare profilo siano perfettamente qualificate e legittimate a rappresentare i cittadini ed a lavorare per loro, o siano in grado di diventarlo velocemente (ci sono assenteisti seriali in Parlamento che mi chiedo in tanti anni di seggio occupato virtualmente, cosa abbiano davvero prodotto per la comunità).
Credo, inoltre, che un sano turnover garantisca alla società di essere rappresentata in tutte le sue sfumature, per la presa in considerazione delle diverse istanze provenienti da più fronti. In fondo ogni soggetto é depositario di esperienze uniche che possono portare solo ad un arricchimento nel dibattito parlamentare volto a realizzare un impianto legislativo per una società migliore, più equa, più attenta a tante minoranze, alle sfumature, alla molteplicità dei problemi che assillano individui e gruppi sociali, in sostanza più democratica. Solo dare la possibilità a sempre nuove figure di poter entrare attivamente a far parte della gestione della res pubblica, o meglio del processo che porta alla gestione di questa mediante un corpus legislativo, sia una meravigliosa forma di equità, giustizia sociale e democrazia.
Leggo che il M5S ha inserito nel proprio programma elettorale il tetto a due mandati per tutti i partiti e non posso che apprezzare. Tuttavia so che una vicenda che mi coinvolge, in parte distrugge questo proclama o almeno lo svuota di significato, perchè irrispettoso del fatto che mi sono ammalata proprio nei giorni di presentazione della candidatura alle Parlamentarie, ignara della possibilità di presentare anche solo la richiesta di certificati relativi al casellario giudiziale e dei carichi pendenti che avevo fatto ben prima che si aprisse la candidatura, nonostante avessi chiesto di essere ammessa all'autocandidatura con leggero ritardo e dietro presentazione di certificato medico, sono stata di fatto a più livelli e da più esponenti attuali totalmente ignorata. Alla faccia della democrazia partecipata che tiene conto della base ed in generale di tutti i cittadini.
Il movimento ha aperto le porte delle candidature a gente che si è iscritta l'altro ieri ma non ha consentito a me, per un cavillo burocratico, la presentazione dell'autocandidatura; io che costantemente e da anni con le mie piattaforme social, nel mio quotidiano di professionista e di cittadina, con il mio attivismo civico, continuamente faccio da sponda e cassa di risonanza dei valori, delle istanze, dei temi, delle soluzioni, dei comportamenti del Movimento 5 Stelle! Io che se non altro sulla piattaforma sono perfino iscritta dal 2018. Io che sono stata addirittura colei che ha posto attenzione alla questione che impediva ai cittadini della Lombardia di avere i certificati (casellario giudiziale e carichi pendenti) in tempo utile per la presentazione dell'autocandidatura.
Grazie alla MIA segnalazione in Lombardia molta gente, anche gente dell'ultima ora, si è potuta candidare. Io invece, sono rimasta fuori per essermi ammalata e per non aver trovato alcuna considerazione tra i tanti con cui condividerei anche affinità di vedute, di valori, di credo politico.
Tornando alla regola dei due mandati ed al conseguente turnover della classe politica, sarebbe una bella rivoluzione l'introduzione di tale regola obbligatoriamente per tutti i partiti, purchè regolati in modo articolato e proficuo: una rivoluzione in direzione di quella democrazia partecipata che oramai da anni si apre su più fronti nei paesi più democraticamente evoluti, funzionali e „felici“.
Continuo a chiedermi da giorni perché alcuni attuali esponenti noti del M5S che pure partivano da queste idee e che pure si sono avvantaggiati di queste idee entrando da perfetti sprovveduti sulla scena politica italiana, ora si sentano invece i depositari di una fantomatica competenza politica „professionale“ tanto da fargli credere convintamente che debbano candidarsi e ricandidarsi e ricandidarsi ancora.
Mi chiedo anche perchè, se costoro sono in buona fede, non sentono la necessità di confessare pubblicamente e sinceramente di aver cambiato idea; perchè non spiegano ai cittadini il motivo per cui questi debbano preferire loro ad altri sulla scorta della teoria della "compentenza politica perchè si è rivestito un ruolo istituzionale"; e perchè farlo se loro sono diventati professionisti proprio grazie al fatto di essersi proposti come meri "portavoce" della collettività e coscienza politica e civica di un gruppo che stava sperimentando una democrazia partecipata fantastica.
Ecco, credo che quanto meno dovrebbero elencarci tutte quelle attività che sono state perseguite da loro solo in virtù del fatto che trattasi di loro e che difficilmente sarebbero state perseguibili da altri soggetti trovatisi in quella posizione per conto della collettività M5S. Io francamente nel loro operato non vedo peculiarità tali da farmi dire: ci volevano proprio loro, nessun altro poteva farlo (riferendomi ovviamente ai meriti, non ad aver deciso di candidarsi senza il consenso della collettività, ad aver omesso dettagli del proprio curriculum o ad aver sfasciato il movimento...).
La realtà è che nel movimento prima c'era una collettività che individuava problemi, elaborava soluzioni e chiedeva ai "portavoce" quell'unità di intenti e di voce, che è poi andata persa dal 2018 in poi, all'indomani delle elezioni politiche.
Poi è arrivata la deroga dei due mandati con una "supercazzola" chiamata "mandato zero" che altro non è che un tentativo maldestro di effettuare deroghe alla regola a vantaggio di qualcuno in nome del knowledge management, la preservazione di esperienze acquisite a vantaggio della collettività che nel caso del "mandato zero" è diventato "a vantaggio dell'individuo".
Ed allora, mi chiedo: come si preserva l'esperienza acquisita rivestendo alcune cariche politiche? magari affiancando chi esce a chi entra (per i Parlamentari esiste anche la figura dell'assistente!); magari istituendo delle scuole che richiedano un certo impegno anche in termini di tempo profuso; magari grazie all'introduzione di volontariato a favore del Movimento tale da avvicinare chi lo voglia a quelle competenze cuore delle attività da svolgere concretamente nei ruoli istituzionali; magari introducendo una turnazione: chi ha rivestito un ruolo istituzionale in questa tornata, non può farlo in quella immediatamente successiva in modo da garantire costantemente un certo equilibrio tra veterani e neofiti ed il costante affiancamento di esperti e meno esperti, braccio a braccio a lavorare a beneficio della comunità.
Certo poi rifletto e mi cheido: a parte alcune regole del gioco, che credo siano facilmente acquisibili in un tempo modesto, quali sarebbero queste compenteze acquisite? mi si fa spazio in me, che si tratti delle regole non scritte del risico, della strategia politica fine a se stessa e che a poco serve a noi cittadini.
Non per ultimo, vedo anche la possibilità di introdurre l'utilizzo di algoritmi capaci di scandagliare rete e social alla ricerca di quelle dichiarazioni, prese di posizione e comportamenti atti a certificare la vicinanza effettiva del candidato alle posizioni del movimento. Oppure la riduzione dei privilegi degli esponenti politici tali da rendere meno attrattivo l'occupazione dello scranno parlamentare: vera drastica riduzione del compenso, abolizione definitiva dell'immunità parlamentare, riduzione sostanziale dei rimborsi/privilegi che sono anche il cuore dello spreco.
Certo non pretendo che chi è chiamato a donare per il bene del paese alcuni anni della propria vita, lo faccia per un compenso simbolico, nè tanto meno che non rispecchi la responsabilità chiamata ad assumersi. Tuttavia potrebbe essere parametrato in base a quelli che sono stati i redditi precedenti dei coinvolti, oppure potrebbe essere in generale parametrato sui redditi medi di quelle figure professionali che si assumono quotidianamente responsabilità di un certo rilievo.
In questi giorni assistiamo anche dove non avremmo mai voluto vederle, quelle lotte di potere per preservare la poltrona già viste negli altri partiti politici, quelli che rappresentavano la Casta che aveva fatto venire la nausea a tutti gli italiani: lotta del potere, prevaricazione di uno contro l‘altro, macchina del fango, vacuità di contenuto... in un contesto in cui si dovrebbe parlare di come migliorare il mondo e la società, di come mettere un freno alla distruzione della Terra che l'umanità sta causando.
Ecco, auspico che si faccia una profonda riflessione sui comportamenti assunti e che si cominci a discutere efficacemente sull'opportunità di introdurre la regola dei mandati in modo articolato e ben organizzato.
Resta alla fine una profonda amarezza per un‘opportunità di democrazia partecipata ed estesa mancata o che si accinge verso la deriva tipica dell‘affarismo individualista della politica italiana degli ultimi decenni.
.d